La presenza di cisti renali è un reperto molto frequente nella popolazione adulta, soprattutto in soggetti più anziani. Le cisti renali sono formazioni grossolanamente sferiche, a contenuto liquido, che si sviluppano nel contesto del parenchima renale. Possono far parte di malattie ereditarie oppure essere acquisite. Le cisti renali acquisite sono raramente sintomatiche, per questo motivo nella maggior parte dei casi vengono individuate casualmente durante esami radiologici, come ecografia e TC, eseguiti per altri motivi.

Maggiore è l’età, più frequente è il riscontro di cisti renali acquisite.
Le cisti sono definite semplici quando si sviluppano a partire dalla corticale del rene sono di forma sferica e ovale, hanno profili ben definiti, pareti sottili e contenuto liquido omogeneo di densità simile all’acqua. Possono essere di varie dimensioni, da pochi mm a oltre 15 cm, e circa un quarto di esse tende ad aumentare di dimensioni con il tempo, soprattutto nei soggetti giovani.

Occasionalmente possono diventare sintomatiche, provocando dolore al fianco, disturbi addominali o ematuria. Le cisti renali cosiddette complesse hanno caratteristiche diverse: possono essere multiloculari (cioè divise da setti in diverse aree), multilobulari (cioè formate da conglomerati di diverse cisti), con pareti ispessite o calcificate, a contenuto disomogeneo, associate a noduli solidi, ecc. In presenza di una cisti renale, l’urologo deciderà l’appropriato iter diagnostico e/o terapeutico del paziente, basandosi soprattutto su una classificazione radiologica.

I) Le cisti di Bosniak tipo I sono le cosiddette cisti benigne semplici, con pareti sottili e senza setti, calcificazioni e componenti solide.

II) Le cisti di Bosniak tipo II sono cisti minimamente complicate: possono presentare sottili setti o fini calcificazioni; il contenuto può essere lievemente più denso dell’acqua ma senza assunzione del mezzo di contrasto. Una volta confermata la diagnosi non sono necessarie ulteriori indagini.

IIF) Le cisti di Bosniak tipo II F si differenziano dalla categoria II per la presenza di setti in maggior numero con eventuali ispessimenti, minime calcificazioni e/o lieve assunzione di mezzo di contrasto. Queste cisti nel 5-10% dei casi possono essere di natura maligna e pertanto è consigliato un controllo evolutivo per i successivi 5 anni dalla prima diagnosi.

III) Le cisti di Bosniak tipo III sono formazioni cistiche indeterminate che spesso hanno pareti o setti spessi e che assumono mezzo di contrasto. Sono di natura maligna nel 60-80% dei casi e richiedono solitamente un dato istologico mediante biopsia transcutanea o esplorativa chirurgica.

IV) Le cisti di Bosniak tipo IV presentano un aspetto fortemente sospetto per neoplasia maligna. Queste cisti contengono infatti evidenti zone solide in grado di assumere mezzo di contrasto. In queste situazioni va sempre considerata l’indicazione ad un intervento chirurgico con asportazione della lesione.

Articolo curato dal Dott. De Stefano Lorenzo, specialista in Urologia e Andrologia presso Copa Servizi
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